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Nei vari archivi comunali della Valle Camonica è molto
difficile trovare documenti con data anteriore al
1500. Si trovano libri che trattano la storia camuna
in generale alla quale, anche Bienno, deve fare
riferimento. Nel 16 a.C. fecero la loro comparsa in
valle i Romani e vi rimasero fino al 375 d.C., quando
arrivarono i Barbari scacciati a loro volta nel 568
dai Longobardi, che diedero il nome alla Lombardia.
Sembra che a Bienno fosse stato costruito un villaggio
(il pagus) romano nelle zone occupate oggi da via
Santa Maria, via di Mezzo e via Giere; quest'ultima
pare fosse diventata una zona residenziale. Nella sua
piazzetta negli anni cinquanta venne trovata una tomba
romana, mentre una longobarda fu rinvenuta in fondo a
via Ponte Dosso, verso il Grigna.
Pare che nel punto in cui sorge ora la chiesa di Santa
Maria vi fosse un tempietto a Minerva. Va ricordato
che questi templi erano costruiti sempre in località
ricche d'acqua. Dietro la chiesa è visibile ancora
oggi una parte di muro dove sorgeva, probabilmente, un
antico convento, mentre sotto il porticato di via
Romanino, ai lati della porta dell'oratorio di San
Girolamo (oggi proprietà privata), sono visibili due
mascheroni in pietra in stile celtico. Proseguendo
lungo la via Santa Maria, in direzione via di Mezzo,
si trova una bella casa - torre sicuramente di epoca
medioevale, la cui entrata è un portale molto alto,
così costruito perché vi dovevano certamente passare
le carrozze.
IL MAGLIO
Molti reperti archeologici romani furono trovati nel
secolo scorso dal conte Simoni Fè d'Ostiani e furono
portati a Bergamo e a Milano. Oggi non si sa neppure
in quali zone del paese abbia rinvenuto lapidi ed
epigrafi.
La via di Mezzo era così chiamata perché si trovava
sicuramente al centro del paese. Purtroppo nel 1634
una tremenda alluvione travolse la parte situata verso
il Grigna. Tra il 1000 e il 1100 probabilmente a
Bienno vennero costruite delle torri. Sembra ce ne
fossero sette o dieci (i pareri sono discordi), oggi
ne restano quattro: le torri Avanzini e Rizzieri in
via Contrizio, le torri Bontempi e Mendeni in via
Castello. I merli delle torri biennesi sono
ghibellini, perché la popolazione, come quella di
Berzo Inferiore, era favorevole all'imperatore.
Sembra, invece, che i prestinesi fossero guelfi, cioè
favorevoli al vescovo; per questo motivo i due paesi
furono sempre in lotta; sembra che questa rivalità sia
continuata fino alla fine del 1800.
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Nella zona denominata Castello le case sono nel tipico
stile medioevale, addossate le une alle altre e con i
solai spesso comunicanti (una situazione identica si
trova a Plemo). Alle otto di sera nel "Borgo" venivano
chiuse le porte: una era sicuramente sotto la torre
Bontempi, poichè si vedono ancora i cardini. Un'altra
era in via Luzzana, verso "via delle viti", oggi ne
rimane un arco.

C'era poi il portale dei Pisani ('l purtù dei pisà),
ma non si sa bene di che periodo sia e perché abbia
questo nome; si tratta dell'arco che immette via Re in
via Ponte Dosso. Si pensa che in zona abitasse una
famiglia originaria di Pisa o che si chiamasse proprio
"Pisani".
Intorno all'anno 1000, probabilmente, al posto della
chiesa parrocchiale c'era un forte militare. Sembra
infatti che dal Passo di Crocedomini arrivassero varie
incursioni nemiche.
La torre campanaria vista da vicino è formata da due
basi diverse: una, quella inferiore, è senz'altro ciò
che rimane di una torre di guardia su cui fu edificato
in seguito il campanile vero e proprio. Nella zona in
cui oggi si trova il sagrato e nelle gallerie
sottostanti sono state trovate molte ossa umane per
cui si pensa ci sia stato un cimitero, probabilmente
per il clero e per i nobili, perché il vero cimitero
di Bienno si trovava nel punto in cui oggi si
incontrano le strade per Bienno, Campolaro e Prestine
(Ròcol).
Nel muro vicino alla strada che sale al Cerreto è ben
visibile la lapide funeraria di una donna. Per
esigenze di spazio venne poi costruito il cimitero che
si usa ancora oggi. Sembra che la prima salma che vi
fu sepolta fosse quella di un garibaldino morto per
malattia dopo essere giunto in Valle proprio al
seguito di Garibaldi.

Dopo la metà del 1400 su molti portali venne incisa la
data di costruzione, accompagnata spesso da iniziali;
ne ritroviamo ancora alcune oggi. Questa usanza
introdotta dalla borghesia camuna continuò per vari
secoli. Inoltre furono messi molti stemmi, di cui
purtroppo si ignora tutto, sparsi per il paese.
Probabilmente l'unico che si conosce è quello sul
portale di casa Avanzini, che rappresenta un volatile
ad ali spiegate, simbolo dei Federici, che arrivarono
in Valgrigna nel 1314 e vi rimasero fino al 1398.
Bienno fu in seguito sotto la dominazione Veneziana
per circa trecento anni, fino alla fine del '700, e
venne particolarmente sfruttato per l'arte della
ferrarezza, sia per la produzione di utensili di vario
genere, sia per quella delle armi; famoso fu il
mercato degli "schioppi" di Bienno.
Tra gli anziani c'è ancora chi dice che i primi
brevetti di armi Beretta provenivano da qui. Un
bellissimo ricordo del '700 veneziano è il soffitto a
cassettoni della biblioteca. Dopo la dominazione
veneta vennero costruiti i comuni veri e propri con la
delimitazione del territorio. |