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La
cittadina di Iseo ( altitudine m 198 ab. 8355),
affacciata sull'omonimo lago, sviluppò nell' 800
una vivace attività turistica mercantile, ma
subisce oggi l'attrazione del polo economico
bresciano, accentuando la propria funzione
residenziale.
Iseo nel sec. IX dipendeva dal monastero bresciano
di S.Salvatore; nel '200 passò agli Olofredi e nel
1835 divenne capoluogo di una delle 18 "quadre" in
cui era diviso il territorio bresciano. Il nucleo
centrale dell'abitato di Iseo, anche se modificato
nell' 800 dalle aperture sul lungolago, mostra
ancora l'assetto urbanistico medievale, con il "castellum"
a sud-est su un modesto colle, la pieve a nord-est
e il mercato, affacciato a lago con il porto.
Il reticolo viario si articola intorno a tre
piazze centrali: piazza Gabriele Rosa aperta nel
1888 per collegare la ferrovia col porto; piazza
Garibaldi, luogo di mercato, e piazza Statuto. Da
piazza Garibaldi parte via Mirolte al cui inizio,
a sinistra, è la chiesa di S.Maria del Mercato,
costruita nel 1360 per volontà di Giacomo da Iseo
e rimaneggiata nel sec. XVI, che contiene
affreschi di varie epoche.
Via Mirolte prosegue fino al castello degli
Olofredi, costruito nel '300, oggi sede della
biblioteca comunale. Via Pieve conduce a piazza
del Sagrato ove spicca la pieve di S.Andrea, sorta
nel sec.V, ma rifatto dopo il 1150 secondo i
modelli cluniacensi. |
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L'alto campanile in pietra calcarea con angolari in
maiolica è inserito nella facciata e incorpora il
portale maggiore. Sulla destra è la gotica arca
tombale di Giacomo Olofredi, morto nel 1325.
L'interno trasformato da Rodolfo Vantini tra il 1826 e
il 1840, secondo canoni neoclassici, ospita affreschi
di Angelo. Sulla stessa piazza sono la chiesa di S.
Giovanni Battista, sorta nel '700 al posto di un
battistero demolito nel 1569, e l'ex oratorio dei
Disciplini, anch'esso del '700, che ingloba l'abside
di una precedente chiesa romanica, al cui interno è
stata rinvenuta una Danza macabra affrescata nel 1485.
Da Iseo si diparte verso sud-ovest, la strada per 3,4
km, Provaglio d'Iseo (m 23, ab. 5463), dove sorge il
monastero di S.Pietro in Lamosa, fondato dai
Cluniacensi nel 1803. Rimangono un chiostro, alcuni
edifici e la chiesa romanica del sec. XI-XII, con
campanile coevo; all'interno, la navatella sinistra è
della fine del sec XI, mentre la navata è stata
rifatta nel '400 e conserva un rilievo sepolcrale
romano e affreschi deteriorati dei sec. XIII-XVI.
Dal monastero è visibile la sottostante torbiera del
Sebino, zona umida separata dal lago da un sottile
cordone morenico. Sfruttata nella seconda metà
dell'800 per estrarne la torba impiegata dalle
ferriere bresciane, è oggi un biotopo di 324 ettari,
protetto dalla Regione Lombardia, dove trovano rifugio
numerosi uccelli acquatici. |