Ricette della Valcamonica: l'indice dei piatti tipici
La cucina camuna è quella delle Alpi lombarde: polenta di grano saraceno, selvaggina marinata, funghi e castagne d'autunno, conserve sotto spirito da avviare mesi prima.
Questo indice raccoglie i piatti che ricorrono nelle cucine della valle, ordinati per tipo e per stagione. Alcune ricette sono riportate per intero, con dosi e procedimento; le altre sono elencate perché fanno parte dello stesso repertorio e aiutano a capire come si compone un pasto di montagna, dal primo di polenta al liquore che chiude la sera.
Il repertorio, per tipo e stagione
| Piatto | Tipo | Stagione |
|---|---|---|
| Lepre in salmì | Secondo di selvaggina | Autunno e inverno |
| Capriolo in umido | Secondo di selvaggina | Autunno e inverno |
| Frittata con lo speck | Piatto unico | Tutto l'anno |
| Polenta alle castagne | Primo | Autunno |
| Pizza di polenta con lucanica | Piatto unico | Autunno e inverno |
| Pizzoccheri | Primo | Tutto l'anno |
| Tagliatelle con noci e funghi | Primo | Fine estate e autunno |
| Porcini con prezzemolo e aglio | Contorno | Fine estate e autunno |
| Caldarroste e castagne cotte | Fuori pasto | Autunno |
| Vin brulè | Bevanda calda | Inverno |
| Liquore al ginepro | Liquore di conserva | Si avvia in autunno |
| Frutti di bosco alla grappa | Conserva sotto spirito | Si avvia in estate |
| Torta di noci | Dolce | Autunno e inverno |
| Torta di lamponi | Dolce | Estate |
| Frittelle | Dolce fritto | Carnevale |
| Chiacchere o crostoli | Dolce fritto | Carnevale |
| Tegolini con panna e frutta | Dolce al cucchiaio | Estate |
La stagione indicata è quella della materia prima: per le conserve corrisponde al momento in cui la preparazione si avvia, non a quello in cui si consuma.
Che cosa tiene insieme queste ricette
Il filo comune non è un ingrediente ma un vincolo: in montagna si cucinava con ciò che il territorio dava in quel mese e con ciò che si riusciva a conservare per i mesi successivi. Da qui la doppia natura di questo repertorio, in cui accanto ai piatti da consumare subito compaiono liquori e conserve sotto spirito che vanno avviati con mesi di anticipo.
Il secondo tratto ricorrente è la lunga cottura. La selvaggina, più asciutta e dal gusto marcato della carne d'allevamento, richiede marinature di giorni e cotture lente: la lepre in salmì è il caso limite, con due o tre giorni di riposo nel vino prima di arrivare in pentola. Anche i piatti più semplici, come la frittata con lo speck, si costruiscono su pochi ingredienti grassi e sapidi che rendono sostanzioso un pasto veloce.
Il terzo elemento è la polenta, presente come base di quasi ogni secondo. Nelle valli alpine si è diffusa a lungo nella versione di grano saraceno, cereale che matura in fretta e si adatta ai terreni poveri d'altura, e che dà una polenta scura adatta ai sughi di selvaggina. La versione di mais, più dolce e chiara, resta comune nel fondovalle.

Le ricette riportate per intero
Fra i secondi di selvaggina è riportata la lepre in salmì, con la marinatura completa, il battuto di lardo e il passaggio al setaccio del fondo di cottura. È la preparazione più impegnativa dell'elenco e serve da modello per il capriolo in umido, che segue una logica simile con tempi più brevi.
Per i pasti rapidi c'è la frittata con lo speck, con le dosi calcolate a persona e il metodo per girarla in padella senza romperla. Fra le bevande calde è riportato il vin brulè, nelle proporzioni classiche di un litro di vino rosso corposo con cannella, chiodi di garofano, noce moscata e scorza di limone.
Le due conserve sono il liquore al ginepro, che unisce un'infusione alcolica di bacche a uno sciroppo di zucchero e riposa almeno otto mesi, e i frutti di bosco alla grappa, disposti a strati alternati con lo zucchero e coperti di grappa per almeno due mesi. Entrambe si avviano nella stagione del raccolto.
L'autunno, la stagione più densa
Buona parte dell'elenco si concentra fra settembre e novembre, quando arrivano insieme castagne, funghi, noci e la stagione di caccia. Le castagne compaiono in tre forme diverse: cotte, arrostite come caldarroste e macinate nella polenta, dove sostituiscono in parte la farina e la rendono più dolce. I porcini si preparano nel modo più diretto, saltati con prezzemolo e aglio, oppure entrano nelle tagliatelle assieme alle noci.
È anche il periodo in cui si mettono in cantina le preparazioni destinate all'inverno. Chi raccoglie i frutti di bosco d'estate li ritrova sotto grappa a fine autunno; chi macera le bacche di ginepro in autunno apre il liquore l'estate successiva. Questa sfasatura fra raccolto e consumo è il tratto che distingue una cucina di montagna da una cucina di mercato.
I dolci, fra carnevale e frutta estiva
Il gruppo dei dolci si divide in due famiglie. La prima è quella delle paste fritte legate al calendario: frittelle, chiacchere o crostoli, che nell'arco alpino si preparano nel periodo di carnevale e cambiano nome da valle a valle pur restando sostanzialmente lo stesso impasto tirato sottile e fritto. La seconda è quella delle torte da forno, con la torta di noci in versione autunnale e la torta di lamponi nei mesi in cui il frutto si raccoglie.
A metà strada stanno i dolci al cucchiaio come i tegolini con panna e frutta, che dipendono interamente dalla disponibilità del fresco e appartengono quindi alla stagione estiva. In un pasto di montagna il dolce resta comunque una presenza contenuta: la parte sostanziosa arriva dal primo e dal secondo, e la sera si chiude più spesso con un liquore che con un dessert.
Domande sulla cucina camuna
Piatti, tecniche e tempi di conservazione
Quali sono i piatti tipici della Valcamonica?
La cucina della valle è quella delle Alpi lombarde: polenta, in particolare di grano saraceno, selvaggina in salmì o in umido, funghi e castagne nei mesi autunnali, formaggi d'alpeggio e salumi come la lucanica. Fra i dolci prevalgono le paste fritte di carnevale e le torte di noci e di frutti di bosco.
Che differenza c'è fra salmì e umido?
Nel salmì la carne viene prima marinata a lungo nel vino con verdure e aromi, e il fondo di marinatura entra poi nella cottura; nell'umido la carne va direttamente in pentola con il soffritto e il liquido di cottura. Il salmì serve soprattutto per le carni di selvaggina, più asciutte e dal sapore marcato.
Perché la polenta di grano saraceno e non di mais?
Il grano saraceno matura in tempi brevi e tollera i terreni poveri d'alta quota, per questo si è diffuso nelle valli alpine prima e più del mais. Ne risulta una polenta scura, dal sapore più deciso, che regge bene i sughi di selvaggina; la polenta di mais resta comunque diffusa nel fondovalle.
Quali ricette si preparano molto tempo prima di consumarle?
Le conserve sotto spirito e i liquori. Il liquore al ginepro richiede quattro settimane di macerazione e almeno otto mesi di riposo in bottiglia; i frutti di bosco alla grappa vanno lasciati al fresco e al buio per almeno due mesi. Sono preparazioni da avviare nella stagione del raccolto e da aprire mesi dopo.