Storia del ciclismo · Valle Camonica

Il Giro d'⁠Italia in Valle Camonica, tra Gavia e Mortirolo

Il legame tra il Giro d'Italia e la Valle Camonica si definisce attraverso le imprese ciclistiche sulle salite iconiche del Passo Gavia e del Mortirolo, con gli arrivi di tappa ad Aprica e le partenze strategiche da Ponte di Legno.

La ricerca del legame tra il Giro d'Italia e la Valle Camonica conduce alle sue salite più celebri, teatro di tappe che hanno segnato la storia del ciclismo. L'interesse si concentra su ascese come il Passo Gavia e il Mortirolo, ma anche sui traguardi di Aprica e sui comuni come Ponte di Legno, punti nevralgici per partenze e arrivi. L'analisi di queste tappe permette di ricostruire non solo le imprese sportive, ma anche l'evoluzione del rapporto tra la corsa rosa e il territorio alpino bresciano.

1988 · bufera di neve sul Gavia1994 · Pantani sul MortiroloAprica, decimo arrivo di tappa nel 2022

Tappe e cifre verificate

Il Mortirolo e la tappa del Gavia del 1988 sono i due capitoli più noti del Giro d'Italia in valle: qui i dati essenziali delle salite e delle tappe storiche.

Il Passo Gavia: dall'intuizione di Torriani alla tappa del 1988

Il Passo Gavia entrò nel percorso del Giro d'Italia nel 1960 per volontà del patron Vincenzo Torriani, che ne individuò il potenziale durante una ricognizione aerea. Tuttavia, la difficoltà delle pendenze, la pericolosità della discesa e le imprevedibili condizioni meteorologiche in alta quota portarono a un'esclusione della salita per quasi trent'anni. Il suo ritorno avvenne in una delle giornate più memorabili della storia del ciclismo, il 5 giugno 1988, durante la 14ª tappa da Chiesa in Valmalenco a Bormio. Il percorso prevedeva la salita al Gavia dal versante della Valle Camonica, lungo le rampe che partono da Ponte di Legno.

Quel giorno, una bufera di neve e freddo si abbatté sulla corsa, ma la direzione non fermò la tappa. Le condizioni estreme misero a dura prova i corridori: lo statunitense Andy Hampsten attaccò alla base della salita, venendo poi raggiunto e superato dall'olandese Erik Breukink, che vinse la tappa. Nonostante il secondo posto, Hampsten conquistò la maglia rosa, diventando il primo statunitense a indossarla e, successivamente, il primo non europeo a vincere il Giro d'Italia. L'episodio rimane un riferimento per la durezza e l'imprevedibilità delle tappe alpine di montagna.

L'ascesa del Mortirolo e l'impresa di Marco Pantani

Il Passo del Mortirolo, situato a 1.852 metri di altitudine, segna il confine tra la provincia di Brescia, in Valle Camonica, e quella di Sondrio, in Valtellina. La sua fama ciclistica è legata principalmente al versante di Mazzo di Valtellina, una salita di circa 12,5 km con una pendenza media del 10,45% e punte fino al 18%. Il versante camuno, che parte dal comune di Monno, è meno ripido ma comunque impegnativo, con una lunghezza di 17,2 km da Edolo e una pendenza media del 6,7%. Questa doppia accessibilità lo rende un elemento strategico nella costruzione del percorso del Giro.

Il 5 giugno 1994, il Mortirolo fu teatro dell'affermazione di Marco Pantani. Durante la 15ª tappa Merano–Aprica, il giovane corridore romagnolo, reduce dalla vittoria del giorno precedente, attaccò sulle rampe del versante valtellinese. Transitò in vetta in solitaria e, dopo un tratto interlocutorio, attaccò nuovamente sul Valico di Santa Cristina, vincendo ad Aprica con 2'52" su Claudio Chiappucci e 3'30" su Miguel Indurain. Quella vittoria è considerata l'atto di nascita del suo mito sportivo. A testimonianza di quell'impresa, al chilometro 8 della salita si trova un monumento dedicato a Pantani, realizzato dallo scultore Alberto Pasqual nel 2006.

Un corridore in salita sul Mortirolo durante il Giro d'Italia, affiancato dal pubblico a bordo strada e dall'ammiraglia della squadra.
La salita del Mortirolo durante il Giro d'Italia 2012. Il versante di Mazzo di Valtellina è quello che la corsa ha reso celebre, e nelle giornate di gara il pubblico occupa i tornanti per intero.Foto di filip bossuyt from Kortrijk, Belgium, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons.

Aprica: il valico dei traguardi storici

Posto a circa 1.173 metri di quota, il passo dell'Aprica rappresenta un collegamento stradale fondamentale tra la Valtellina e la Valle Camonica. Il suo ruolo nel Giro d'Italia è consolidato da decenni, fin dal primo transito registrato nel 1950, quando Fausto Coppi scollinò per primo. La sua consacrazione come sede di arrivo avvenne però nel 1962, quando ospitò il traguardo della tappa vinta da Vittorio Adorni, il giorno successivo alla celebre tappa della bufera sul Passo Rolle. Da quel momento, Aprica divenne una delle mete classiche per le frazioni alpine della corsa rosa.

Negli anni successivi, il traguardo di Aprica ha visto le vittorie di importanti corridori, tra cui Marco Pantani nel 1994, Ivan Gotti nel 1996 e Ivan Basso nel 2006. La sua collocazione geografica, spesso posta al termine di un trittico di salite che include Mortirolo e Santa Cristina, ne fa un arrivo ideale per tappe dure e selettive. Nel 2022, la tappa Salò–Aprica ha segnato il decimo arrivo del Giro nella località, a sessant'anni esatti dal primo, confermando il suo status di traguardo ricorrente del ciclismo moderno.

Ponte di Legno, crocevia di partenze e arrivi

Ponte di Legno occupa una posizione strategica ai piedi del Passo Gavia e del Passo del Tonale, rendendolo un punto di riferimento per il Giro d'Italia in alta Valle Camonica. La sua storia recente con la corsa è stata segnata da eventi climatici avversi: nel 2013, la 19ª tappa Ponte di Legno–Val Martello fu deviata alla vigilia per evitare Stelvio e Gavia, e il percorso alternativo fu a sua volta annullato per neve il giorno stesso della corsa. Nonostante ciò, il legame non si è interrotto: nel 2019 il comune ha ospitato l'arrivo di una tappa proveniente da Lovere, che prevedeva il passaggio sul Mortirolo e sul Gavia.

Il ruolo di Ponte di Legno non si limita agli arrivi. Nel 2022 è stato sede di partenza della 17ª tappa, diretta a Lavarone, in Trentino. La frazione iniziò con la salita verso il Passo del Tonale, per poi percorrere oltre 70 km in discesa attraverso la Val di Sole e la Val di Non. Questa scelta logistica dimostra la funzione del centro camuno come porta d'accesso non solo alle salite lombarde, ma anche ai percorsi che si sviluppano verso il Trentino-Alto Adige, confermandone l'importanza nel disegno delle tappe alpine del Giro.

Un territorio strategico nel disegno del Giro

La costante presenza della Valle Camonica nei percorsi del Giro d'Italia non dipende solo dal prestigio delle sue salite, ma anche dalla sua funzione di corridoio geografico. La valle offre un collegamento naturale tra la Valtellina, attraverso i passi Aprica e Mortirolo, e il Trentino, tramite il Passo del Tonale. Questa conformazione permette agli organizzatori di disegnare tappe complesse e varie, concatenando salite con caratteristiche differenti e alternando versanti per creare percorsi sempre nuovi, capaci di decidere le sorti della classifica generale.

Le edizioni più recenti confermano questa tendenza. Nel 2022, la 16ª tappa Salò–Aprica ha percorso l'intera Valle Camonica per poi affrontare il Mortirolo dal versante di Monno, una scelta meno frequente ma tatticamente rilevante. Nel 2025, una tappa del Giro con partenza a San Michele all'Adige e arrivo a Bormio ha attraversato di nuovo il territorio, salendo il Passo del Tonale dal Trentino e poi il Mortirolo. Questi passaggi mostrano come la valle resti un elemento ricorrente nella pianificazione della corsa rosa, non solo una cornice per imprese passate.

Storia e cifre

Domande sul Giro d'Italia in Valle Camonica

Cosa accadde sul Passo Gavia durante il Giro d'Italia 1988?

Il 5 giugno 1988, durante la tappa Chiesa in Valmalenco–Bormio, una bufera di neve si abbatté sui corridori mentre salivano il Gavia da Ponte di Legno. Le temperature rigide e la nevicata resero la corsa drammatica. Nonostante le condizioni estreme, la tappa non fu annullata e segnò la conquista della maglia rosa da parte dello statunitense Andy Hampsten.

Chi vinse la tappa del Gavia nel 1988?

La tappa fu vinta dall'olandese Erik Breukink, che superò Andy Hampsten a 7 km dal traguardo di Bormio. Fu però Hampsten a ottenere il risultato più importante, conquistando la maglia rosa che avrebbe poi difeso fino alla vittoria finale del Giro d'Italia 1988.

Quanto è alto il Passo del Mortirolo?

Il valico del Passo del Mortirolo si trova a un'altitudine di 1.852 metri sul livello del mare. Collega la Valle Camonica, in provincia di Brescia, con la Valtellina, in provincia di Sondrio, ed è una delle salite più temute del ciclismo professionistico.

Da quale versante Marco Pantani scalò il Mortirolo nel 1994?

Nella tappa Merano–Aprica del 5 giugno 1994, Marco Pantani attaccò sul versante considerato più duro, quello che sale da Mazzo di Valtellina. Questa ascesa è caratterizzata da pendenze molto elevate, con una media di circa il 10,45% e punte fino al 18%.

È possibile salire il Mortirolo dalla Valle Camonica?

Sì, il versante della Valle Camonica parte dal comune di Monno. L'intera salita, calcolata dal centro di Edolo, misura circa 17,2 km con una pendenza media del 6,7%. Sebbene meno ripido del versante valtellinese, è stato più volte inserito nel percorso del Giro, come nel 2017 e nel 2022.

Quando si è tenuto il primo arrivo di tappa del Giro ad Aprica?

Il primo arrivo di tappa ad Aprica risale al Giro d'Italia del 1962, con la vittoria di Vittorio Adorni. In precedenza il passo era stato solo un punto di transito, come nel 1950, quando fu scollinato per primo da Fausto Coppi.

Perché la tappa da Ponte di Legno del 2013 fu annullata?

La 19ª tappa del Giro d'Italia 2013, con partenza da Ponte di Legno e arrivo in Val Martello, fu annullata per il maltempo. Il percorso originale, che prevedeva Stelvio e Gavia, era già stato modificato il giorno prima per evitarli; anche il tracciato alternativo, con salite più basse, fu cancellato per la neve che coprì l'itinerario.

Ponte di Legno ha ospitato tappe recenti del Giro?

Sì. Nel 2019 ha ospitato un arrivo di tappa, dopo il passaggio su Mortirolo e Gavia da Lovere. Nel 2022 è stata sede di partenza della 17ª tappa, la Ponte di Legno–Lavarone, che ha preso il via salendo verso il Passo del Tonale.

Dove si trova il monumento a Marco Pantani?

Il monumento dedicato a Marco Pantani si trova lungo la salita del Mortirolo dal versante di Mazzo di Valtellina. La scultura, opera di Alberto Pasqual, è stata collocata nel 2006 in località Piaz de l'Acqua, a circa 8 chilometri dall'inizio della salita.

Quando è stato affrontato per l’ultima volta il Mortirolo dal versante camuno?

Il Giro d'Italia ha affrontato il Mortirolo dal versante della Valle Camonica, salendo da Monno, nell'edizione 2022, durante la 16ª tappa Salò–Aprica. Quel giorno, dopo aver risalito la valle, i corridori hanno scalato il passo prima di dirigersi verso il traguardo di Aprica.